“Questo libro nasce da una duplice passione: l’amore viscerale per la radio come mezzo di comunicazione e l’affetto sincero che nutro per la mia città. La passione per la radio mi ha accompagnato da sempre: da quando facevo colazione con il jingle di Radio1 a quando di domenica mattina saltavo la Messa per ascoltare “Gran Varietà”; dagli appuntamenti storici con Alto Gradimento e Hit Parade alle amate atmosfere di Rai Stereo Notte. Ancora oggi appena posso ascolto e frequento i miei programmi radiofonici preferiti (Black out, Il ruggito del coniglio, Caterpillar) e vedo con piacere che il mio entusiasmo sta passando anche ai miei figli.”


“Il decennio delle radio libere ha impegnato e impiegato gran parte della popolazione tolentinate nella gestione di un fenomeno di enormi dimensioni: moltissimi tolentinati hanno trasmesso dai microfoni, alcuni hanno collaborato come tecnici, altri come redattori ed editorialisti più o meno improvvisati, praticamente ogni cittadino ha partecipato in maniera attiva ai programmi radiofonici almeno una volta, molti giovani (di allora) ne hanno fatto il trampolino di lancio per la propria carriera professionale.”


“Tempo fa ho trovato in rete una intervista nella quale Eugenio Finardi racconta la nascita della sua notevole canzone “La radio”, poi stampata nell’album Sugo, del 1976. Era in autobus, in non ricordo più quale città, e stava andando presso la radio libera cittadina dove trasmetteva. Dovendo trovare una sigla per il suo programma, lì, sull’autobus urbano, gli è venuta la canzone, tutta, una specie di epifania, chitarra alla mano. E quindi tanto di cappello.”

Eugenio Finardi dal vivo a Roma “La radio”